Ancora un appuntamento insolito per una rassegna concertistica quello che, domenica 15 ottobre, si è tenuto a cura dell’ Ente Concerti “Alba Pani Passino” nel Museo Diocesano Arborense.
Il Duo Luca, formato da Luca Tosini e Luca Micheletto, rispettivamente Violinista e Chitarrista, si è formato 5 anni fa nella classe di Musica da Camera al Conservatorio di Cagliari e da allora si esibisce spesso in questa delicata formazione cameristica.
Il duo ha proposto un repertorio dedicato soprattutto alle Sonate per violino e Chitarra di Nicolò Paganini che sono raccolte sotto il nome di Centone. Si tratta di composizioni in cui permane in larga misura la supremazia del violino, ma l’autore presenta un linguaggio in cui abdica ad un trattamento di tipo virtuosistico dello strumento egemone puntando maggiormente sull’equilibrio e sull’impasto timbrico. Nel “Centone” lo stesso termine “Sonata” va interpretato nel suo significato più arcaico, quando, in contrapposizione al brano vocale, indicava un pezzo concepito per un’esecuzione strumentale. Pertanto i brani ascoltati sono stati “diversi” dalle Sonate classiche.
Il programma ha visto anche l'inserimento di due pezzi tratti dai Duos di Bartok originariamente scritti per due violini e della famosa trascrizione di Debussy dalla Suite Bergamasque “Clair de Lune”. Insomma un appuntamento irrinunciabile in cui le suggestive sonorità di questi due strumenti hanno allietato il folto pubblico nella sempre splendida cornice della “Sala Pio X” del Museo Diocesano Arborense.
Il concerto è stato preceduto da una breve illustrazione dell’importanza del restauro in un’opera d’arte, e sono stati illustrati alcuni esempi di restauri ben eseguiti come quello del Dossale con Madonna e Bambino, presente nella collezione del Museo e restaurato da Gerlinde Tautschnig. Si è inoltre discusso dell’importanza del mestiere del restauratore; di quanto questa figura sia cambiata nel corso dell’ultimo secolo, in particolare dal 1963, anno in cui Cesare Brandi ha pubblicato la “Teoria del Restauro”, dando una nuova impronta alla professionalità e alla preparazione teorica e pratica dei restauratori, che vengono forgiati soprattutto da due scuole: l’Opificio delle pietre dure di Firenze e l’Istituto Centrale del Restauro di Roma.
Il restauro è un’azione traumatica sull’opera d’arte, ma necessaria, affinché l’opera stessa ne tragga benefici, sia adeguatamente conservata e resa fruibile nel tempo.
Articolo pubblicato nel n. 39 del settimanale diocesano L'Arborense
