Domenica 20 novembre alle ore 18.00, nella Sala “S. Pio X” del Museo Diocesano Arborense, si terrà il nono appuntamento della XIII^ Rassegna “Domenica in concerto”.
Il concerto è frutto della pluriennale collaborazione con l’Associazione Amici della Musica di Cagliari che, sotto la denominazione di MINIM ENSEMBLE, propone diverse formazioni.
Quest’anno il MINIM ENSEMBLE sarà composto da: Elena Schiera (Voce), Lucio Garau (Organo Portativo), Emanuele Buzi (Viella).
Prezzo dei biglietti: Intero: € 8,00 - Soci e under 18 € 5,00 – CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE
Botteghino il giorno del concerto dalle ore 17.00 c/o il Museo Diocesano Arborense
Programma:
(Paris 22543) Rimbaut de Vaqueiras - Kalenda maya
(London 29987) Anonimo - Lamento di Tristano
(London 29987) Anonimo - Manfredina
(Chantilly) Hasprois - Puis que je sui fumeux
(Modena M 5.24) Zacharias - Sol me trafice "l cor l!aquila bella
(Paris 568) Anonimo - Dame Playsans
(Paris 568) Anonimo - Creature
(Panciatichi, Firenze) Anonimo - Qui contro Fortune
(Modena M 5.24) Zacharias - Benché lontan
(Modena M 5.24) Matteo da Perugia - Helas, merci, merci pour dieu
(Faenza) Jacopo da Bologna - Non al so amante
(Squarcialupi, Firenze) Jacopo da Bologna - Non al so amante
(Faenza) Zachara da Teramo - Rosetta
(Modena M 5.24) Andrea servorum - Dame sans per en qui est
(Modena M 5.24) Matteo da Perugia - Ne me chaut
(Modena M 5.24) Grenon - Je ne requier de ma dame
Il concerto:
Tra il XIV e il XV secolo vengono compilati in area fiorentina e francese diversi lussuosi volumi manoscritti che contengono musica francese e dell’Italia centrale.
Alcuni sono arrivati ai giorni nostri e sono una fonte importante di conoscenza sulle musiche del XIV secolo.
Vi si trovano esempi di danza cortese ma soprattutto forme fisse come ballate, rondeau, virelais, e mottetti isoritmici.
Alcuni, come il Codice Squarcialupi, con i suoi madrigali (Non al so amante di Jacopo da Bologna ne è un mirabile esempio) e le sue ballate e cacce, riassumono l’Ars nova italiana.
Altri, come il Codice di Chantilly (che prende il nome dal museo nel quale si trova attualmente) e quello di Modena, costituiscono una fonte imprescindibile per lo studio dello stile dell’Ars subtilior, un termine usato per definire un repertorio formato da musiche complesse e scritte in una notazione estremamente precisa; la sofisticatezza di questa musica, oggi difficile da eseguire e da apprezzare appieno, stava soprattutto nelle ardite sperimentazioni ritmiche (che a causa dei ritardi e delle sincopi nelle varie voci si
ripercuotevano anche sull'armonia) e nelle invenzioni grafiche adottate nella notazione.
I testi contengono occasionalmente riferimenti a personaggi ed eventi del mondo reale, ma sono più spesso di argomento astratto soprattutto amoroso.
