Domenica 05 Ottobre alle ore 18.30, al Museo Diocesano Arborense, il terzo appuntamento della XVI^Rassegna “Domenica in Concerto” 2025 sarà con il fortepianista Francesco Giammarco, che proporrà un programma dal titolo: Il ‘700 in musica: il fortepiano romantico.
La XVI^ Rassegna “Domenica in Concerto” 2025 è inserita nella 51^ Stagione Concertistica 2025 dell’Ente Concerti “Alba Pani Passino”, realizzata con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna e la preziosa collaborazione dell’Arcidiocesi Arborense e del Museo Diocesano Arborense.
Prezzo del biglietto: Intero: € 8,00 - Soci e under 18 € 5,00
Botteghino il giorno del concerto dalle ore 17.30 c/o il Museo
CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE
Programma:
Il 700 in musica: il fortepiano romantico
fortepiano McNulty, copia di Walter 1803
C. P. E. Bach Sonata in mi minore Wq 58/4
(1714-1788) Allegretto - Andantino - Presto
J. N. Hummel Sonata in fa minore op. 20
(1778-1837) Allegro moderato - Adagio maestoso - Presto
L. van Beethoven Sonata in re minore op. 31 n. 2 “La tempesta”
(1770-1827) Largo-Allegro - Adagio - Allegretto
Il programma è incentrato sul confronto tra due grandi Sonate, scritte entrambe a Vienna nei primi anni dell’Ottocento e accomunate da quel tono patetico e drammatico che avrebbe caratterizzato, da lì a pochi anni, il cosiddetto stile romantico. Beethoven e Hummel, quasi coetanei, erano considerati all’epoca i più grandi compositori in attività e la città era divisa in due fazioni che sostenevano o l’uno, moderno, alle volte eccessivo e rivoluzionario nel linguaggio, o l’altro, misurato, elegante e vero erede dello spirito mozartiano. La Sonata di Hummel in fa minore e quella di Beethoven in re minore illustrano perfettamente questi due diversi modi di confrontarsi con l’espressione drammatica.
Ad aprire il programma, una delle più belle, tra le oltre 50 Sonate per tastiera composte da Carl Philipp Emanuel Bach. Scritta quarant’anni prima delle due Sonate viennesi, la Sonata in mi minore è un perfetto esempio dello stile “sensibile” e protoromantico che caratterizza, nella seconda metà del XVIII secolo, gli anni dello “Sturm und Drang”; uno stile di cui Bach figlio è uno dei più sinceri rappresentanti.
BIO
Francesco Giammarco è nato a Trento, dove ha iniziato gli studi musicali.
Deve la sua formazione pianistica alla scuola di Fausto Zadra, sotto la cui guida è diplomato con il massimo dei voti ed ha curato il perfezionamento presso la “Ecole Internationale de Piano” di Losanna. Ha poi seguito i corsi di Edith Murano a Ginevra e di Leonid Brumberg a Salisburgo.
In quarant’anni di attività concertistica, ha suonato come solista, con orchestra e in varie formazioni cameristiche in tutta Italia, in Inghilterra, Germania, Austria, Svizzera, Slovacchia e Bulgaria e negli Stati Uniti.
In ambito cameristico si è esibito in diverse formazioni, oltre che in duo pianistico con la moglie Elisabetta Dessì, assieme alla quale ha realizzato per le case discografiche Rivo Alto e Phoenix due CD dedicati a musiche di Liszt, di Dvořák e MacDowell.
Ha eseguito in concerto l’integrale della musica cameristica con pianoforte di Mozart e gran parte dell’opera per duo pianistico di Franz Liszt, compresa la trascrizione per due pianoforti della nona Sinfonia di Beethoven.
Oltre che al normale repertorio solistico, Francesco Giammarco si è dedicato con grande attenzione alla riscoperta della produzione pianistica italiana della prima metà dell’800 eseguendo e registrando per le case discografiche Rivo Alto e Phoenix Sonate e Studi da Concerto di Stefano Golinelli e l’integrale delle Sonate di Luigi Cherubini.
Da più di quindici anni si occupa di prassi esecutiva allo strumento, e dello studio dei trattati storici. Ha curato la prima traduzione italiana del metodo di J. P. Milchmeyer, di imminente pubblicazione per la casa editrice Armelin Zanibon di Padova.
Nel 2010 la casa editrice Zecchini ha pubblicato un suo volume dal titolo “Il pedale di Chopin”, un approfondito studio sulla notazione chopiniana del pedale di risonanza e sulla sua importanza nella definizione dello stile originale dell’autore. Il libro è stato accolto con grande attenzione dalla critica e dal mondo accademico ed è valso a Francesco Giammarco l’invito a tenere seminari e conferenze sull’argomento in diversi Conservatori italiani e anche all’estero.
Dal 2008 suona regolarmente il fortepiano. Sullo strumento storico ha approfondito, e presentato regolarmente in concerto, principalmente il repertorio del classicismo viennese.
Nell’ambito dell’integrale dei concerti mozartiani organizzato dagli Amici della Musica di Cagliari nel 2019, ha eseguito con Orchestra i Concerti K 450 e K 451. Assieme ad Enrico Di Felice, ha inciso per la casa discografica Stradivarius un CD dedicato alla musica per fortepiano e flauto di Beethoven e un secondo lavoro dedicato alle Variazioni su temi francesi di Mozart.
È presidente della sede di Cagliari dell’Associazione Mozart Italia.
