Domenica 20 settembre alle ore 19.30, all’ Auditorium S. Domenico di Oristano, si terrà il concerto inaugurale della XVII^ Rassegna “Domenica in Concerto ”2026, promossa dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino”.
Protagonista della serata sarà l’Ensemble Réunis, composto da Pietro Ferra, Pietro Murgia, Anna Maria Viani (Violini primi), Maria Clarissa Melis e Sara Veroni (Violini secondi), Maria Chiara Moccia e Massimiliano Viani (Viole), Vladimiro Atzeni (Violoncello), Tommaso Spada (Contrabbasso), Francesco Bianco (Clavicembalo), che proporrà un programma dal titolo:
IL TEATRO DEGLI ARCHI - Stravaganze, Satire e Tempeste Barocche.
L’iniziativa si inserisce nel cartellone della 52ª Stagione Concertistica 2025 dell’Ente, realizzata con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, del Dipartimento per le Attività Culturali, della Direzione Generale Spettacolo e della Fondazione di Sardegna. della Fondazione di Sardegna e la preziosa collaborazione dell’Arcidiocesi Arborense e del Museo Diocesano Arborense.
Prezzo del biglietto: Intero € 10,00 – Soci € 8,00 - CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE
Biglietteria: il giorno del concerto, dalle ore 18,00 all’Auditorium S. Domenico, in Via A. Lamarmora, 2
Programma:
IL TEATRO DEGLI ARCHI: Stravaganze, Satire e Tempeste Barocche
Benedetto Marcello (1686 – 1739) Sinfonia introduttiva da
"Il pianto e il riso delle quattro stagioni dell'anno"
Antonio Vivaldi (1678 – 1741) Concerto per archi e continuo in Sol maggiore "Alla Rustica", RV 151
- Presto – II. Adagio – III. Allegro
Marco Uccellini (1605 – 1680) Aria Quinta sopra la Bergamasca
Carlo Farina (1600 – 1639) Capriccio Stravagante
Georg Philipp Telemann (1681 – 1767) Suite Burlesque de Quixote, TWV 55:G10
BIO
Ensemble Réunis è un progetto musicale con sede a Cagliari, fondato nel 2023 dal violinista Pietro Ferra con l’obiettivo di far convergere musicisti di alto profilo in una struttura artistica stabile e dinamica.
L'identità dell'ensemble si fonda su una visione rigorosa della prassi esecutiva, che si traduce in approcci stilistici differenti a seconda del repertorio. Questa versatilità permette al gruppo di spaziare dal Barocco al contemporaneo con estrema coerenza: l’ensemble è infatti in grado di affrontare esecuzioni filologiche su strumenti storici - distinguendosi come la realtà barocca con il maggior numero di strumentisti a operare con continuità in Sardegna - così come interpretazioni moderne, nate da una lettura personale e attuale delle partiture.
Composto da professionisti con consolidate esperienze internazionali, Ensemble Réunis pone al centro della sua attività la ricerca e l’innovazione. Parte integrante di questo percorso è la riscoperta del patrimonio musicale sardo attraverso le opere di compositori come Agus, Rachel e Ferra, restituendo attualità a una tradizione colta ancora poco esplorata.
Attraverso un dialogo costante tra passato e presente, Ensemble Réunis trasforma la musica in un linguaggio accessibile e autentico, proponendosi come una realtà artistica poliedrica e radicata nel territorio, capace di offrire al pubblico un’esperienza d’ascolto rigorosa e sempre nuova.
GUIDA ALL’ASCOLTO
Il programma esplora il profondo legame tra la produzione strumentale barocca e la dimensione teatrale. Tra il XVII e il XVIII secolo, la musica per archi si appropria dei codici della drammaturgia operistica, traducendo affetti, contrasti e narrazioni in pura materia sonora. Attraverso l'uso di effetti timbrici innovativi, parodie e citazioni, gli strumenti si sostituiscono alla voce umana e all'azione scenica, trasformando il concerto in una rappresentazione ideale.
- Benedetto Marcello (1686 – 1739) - Sinfonia introduttiva da "Il pianto e il riso delle quattro stagioni dell'anno" (Trascrizione da manoscritto a cura di Ensemble Réunis). Il concerto si apre con una pagina rara di Benedetto Marcello, tratta dall'oratorio sacro eseguito a Chioggia nel 1731. La sinfonia introduttiva, qui restituita all'ascolto grazie al lavoro di trascrizione sulle fonti manoscritte operato dall'Ensemble Réunis, delinea fin dalle prime battute la retorica degli opposti (il pianto e il riso) tipica dell'estetica barocca;
- Antonio Vivaldi (1678 – 1741) - Concerto per archi e continuo in Sol maggiore "Alla Rustica", RV 151. A differenza dei tradizionali concerti vivaldiani solistici, il celebre Concerto RV 151 valorizza l'omogeneità e la compattezza dell'intera orchestra d'archi. Nei tre movimenti (Presto – Adagio – Allegro), la scrittura orchestrale evoca un quadro pastorale energico e serrato, caratterizzato da ritmi vigorosi e armonie schiette che richiamano la musica di tradizione popolare;
- Marco Uccellini (1603 – 1680) - Aria sopra la Bergamasca (Arrangiamento per orchestra d'archi a cura di Ensemble Réunis). La proposta di questo celebre passo di danza seicentesco riflette una prassi esecutiva storicamente documentata: in epoca barocca, le partiture presentavano spesso organici flessibili ed erano sistematicamente adattate dai maestri di cappella in base ai musicisti a disposizione. L'arrangiamento per orchestra d'archi realizzato dall'Ensemble Réunis traspone la vivacità improvvisativa e il fitto contrappunto dell'originale cameristico in una più ampia dimensione sinfonica.
- Carlo Farina (1600 – 1639) Capriccio Stravagante. Pubblicato a Dresda nel 1627, il Capriccio Stravagante rappresenta una pietra miliare della letteratura violinistica per l'audacia delle sue soluzioni tecniche. Farina sperimenta soluzioni timbriche d'avanguardia (come il battuto sulla corda con il legno dell'archetto, il pizzicato e il glissando) per imitare suoni extramusicali e profani: versi di animali (gatti, cani, galline), strumenti popolari (ghironda, chitarra spagnola) e segnali militari, anticipando di secoli la musica a programma.
- Georg Philipp Telemann (1681 – 1767) Suite Burlesque de Quixotte, TWV 55: G10. La suite di Telemann traspone in musica gli episodi salienti del romanzo di Cervantes, legando la forma della suite francese alla satira teatrale. Attraverso una scrittura ironica e descrittiva, gli archi tratteggiano le visioni del protagonista, i destrieri (il galoppo di Ronzinante e l'asino di Sancho Panza), i sospiri per Dulcinea e il celebre attacco ai mulini a vento, chiudendo il percorso del programma nel segno del teatro musicale strumentale.
